Tolman andò contro Watson e Skinner, dicendo che tra stimolo e risposta ci sono delle variabili intermedie, che possono essere cognitive o motivazionali.
Dice che l'apprendimento può essere da un bisogno che viene soddisfatto, come nel caso del suo esperimento: mise un ratto in un labirinto-gabbia, dove c'era anche del cibo non lontano che lui facilmente raggiunse.
Attraverso le esplorazioni costruiamo le mappe cognitive ovvero rappresentazioni mentali dello spazio attraversati.
Quello di Tolman si chiama apprendimento latente: una raccolta di informazioni utili in futuro per essere utilizzate.
Tolman supera il concetto di rappresentazioni, infatti la sua posizione viene definita neocomportamentistica.

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